GPT-6 Astra: cos'è il nuovo modello di OpenAI che fa paura anche ai suoi creatori
Il 3 settembre 2026 OpenAI ha presentato GPT-6 Astra, il nuovo modello di intelligenza artificiale che va a sostituire GPT-5.6 Sol. Non è il solito aggiornamento annunciato con un comunicato stampa e via: questa volta i toni sono stati decisamente più forti del solito, tanto che qualcuno all'interno di OpenAI ha parlato addirittura di intelligenza artificiale generale, la famosa AGI di cui si sente parlare da anni. Vediamo insieme, in parole semplici, cosa cambia davvero e perché se ne sta parlando così tanto.
Cos'è GPT-6 Astra e perché fa così notizia
OpenAI ha rilasciato il nuovo modello GPT-6 Astra, che il presidente del gruppo Greg Brockman ha definito un "salto generazionale", affermando che, col tempo, potrebbe essere considerato "l'arrivo dell'intelligenza artificiale generale", cioè un sistema capace di ragionare e risolvere problemi complessi più o meno come farebbe una persona. Non è una frase buttata lì per fare notizia: in un'intervista Brockman ha dichiarato che non è irragionevole pensare di essere già nell'era dell'AGI, e che tra un paio d'anni si potrebbe guardare indietro a questo periodo come al momento in cui è stata creata davvero.
Va detto che si tratta di una dichiarazione di parte, fatta proprio dall'azienda che ha creato il modello. Ma i numeri che OpenAI ha reso pubblici sono comunque impressionanti: Astra ha saturato il benchmark FrontierMath Tier 4 con un punteggio del 98%, aiutando a risolvere problemi di matematica rimasti aperti da tempo, e ha saturato anche ARC-AGI-3 con un punteggio del 99,9%.
Un'intelligenza artificiale che "usa il computer" da sola
La novità più concreta, quella che si vedrà davvero nell'uso quotidiano, riguarda il cosiddetto "computer use". In pratica il modello non si limita più a rispondere a domande scritte, ma è in grado di muoversi dentro un computer proprio come farebbe una persona in carne e ossa. Può utilizzare browser e software per svolgere workflow composti da più operazioni, dalla ricerca alla creazione di documenti e siti.
E lo fa anche più in fretta di prima: nei test OSWorld 2.0 citati dall'azienda, Astra ha ottenuto un punteggio del 72,6%, contro il 65,7% di GPT-5.6 Sol, impiegando circa il 47% di tempo in meno per completare le attività considerate. Tradotto: se prima il modello ci metteva un'ora a completare un compito pratico su un computer, ora potrebbe farlo in meno di mezz'ora, con risultati migliori.
Le applicazioni pratiche non mancano. Astra può creare e modificare documenti, presentazioni e fogli di calcolo seguendo template e indicazioni fornite dall'utente, ed è considerato da OpenAI il modello più avanzato per il software engineering, capace di lavorare su codebase complesse e verificare direttamente nel browser che quanto realizzato funzioni correttamente. Se lavori con testi, tabelle o righe di codice tutti i giorni, insomma, questo è il tipo di aggiornamento che potrebbe farsi sentire davvero.
Il lato oscuro: il primo modello "Critical" per la sicurezza informatica
Qui arriva la parte più delicata della storia, quella che ha fatto discutere di più. Per la prima volta nella sua storia, OpenAI ha dovuto ammettere che uno dei suoi modelli ha superato una soglia di rischio molto seria. OpenAI ha classificato Astra al livello di rischio più alto previsto per la cybersicurezza dal suo sistema interno di valutazione, il Preparedness Framework, chiamato "Critical": è la prima volta che l'azienda comunica il superamento di questa soglia da parte di uno dei suoi modelli.
Cosa significa in pratica? Astra è potenzialmente in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità sconosciute in precedenza nei sistemi ben protetti, senza necessità di una guida umana passo dopo passo. In altre parole, il modello potrebbe teoricamente "bucare" un sistema informatico da solo, senza che qualcuno gli spieghi come fare passo per passo. È una capacità che può essere usatissima per la difesa informatica (trovare falle prima che lo facciano i criminali), ma che nelle mani sbagliate diventerebbe pericolosa.
Per questo motivo OpenAI ha deciso di frenare sul rilascio delle funzioni più potenti. All'inizio della settimana la startup aveva annunciato l'imminente rilascio di Astra, specificando però che le sue funzionalità di sicurezza informatica più avanzate sarebbero rimaste riservate a un ristretto gruppo di tester di fiducia. Le buone notizie sul fronte protezione ci sono comunque: nei test sui tentativi di aggirare le protezioni cyber, Astra ha rifiutato il 91,5% delle richieste vietate, contro il 59% di GPT-5.6 Sol, segno che il modello è anche più bravo a dire "no" quando gli si chiede di fare qualcosa di scorretto.
C'è anche un altro aspetto interessante per chi si preoccupa che l'IA "esageri" nell'eseguire un compito. OpenAI ha costruito una nuova valutazione ispirata all'incidente di Hugging Face, per verificare se un modello di fronte a un compito difficile o impossibile vada oltre lo scopo previsto: rispetto a GPT-5.6 Sol, che senza le protezioni di produzione andava oltre l'obiettivo autorizzato nel 48% dei casi, GPT-6 Astra lo ha fatto nello 0% dei casi. Un bel salto in avanti in termini di affidabilità.
Quando arriva e chi può usarlo
Se sei un utente ChatGPT e ti stai chiedendo quando potrai provarlo, ecco come funziona il rilascio, che avviene a scaglioni e non tutto insieme.
GPT-6 Astra sta arrivando oggi a un gruppo limitato di organizzazioni e nei prossimi giorni diventerà disponibile per tutti gli utenti ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise, oltre che tramite l'API OpenAI, Microsoft Azure e AWS Bedrock. Se hai un abbonamento a pagamento a ChatGPT ma ancora non vedi il nuovo modello, non allarmarti: se hai uno di questi abbonamenti ma non trovi ancora Astra, non significa necessariamente che ci sia un problema con il tuo account, potrebbe semplicemente non essere ancora arrivato nella tua fase del rollout.
Per chi usa il piano gratuito di ChatGPT, invece, bisognerà pazientare ancora un po': per il piano gratuito non è stata annunciata una data. Chi invece sviluppa applicazioni tramite le API pagherà una cifra precisa: 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione in output nella modalità standard, mentre la modalità Fast raddoppia velocità e prezzo.
Cosa significa per chi usa ChatGPT ogni giorno
Al di là dei proclami sull'AGI, che restano dichiarazioni da prendere con le pinze visto che arrivano dall'azienda stessa che ha tutto l'interesse a far parlare di sé, la sostanza per l'utente comune è questa: ChatGPT diventa sempre meno uno strumento a cui "chiedere cose" e sempre più un assistente a cui delegare interi compiti, dalla gestione di un foglio di calcolo alla scrittura di codice fino alla navigazione autonoma sul web.
È un cambiamento che porta vantaggi concreti in termini di produttività, ma che porta con sé anche nuove responsabilità. Con un'IA capace di agire da sola su un computer, diventa ancora più importante capire bene a cosa le si dà accesso e quali permessi le si concedono, esattamente come si farebbe con un nuovo collaboratore appena assunto in ufficio. Chi lavora in azienda dovrà probabilmente aspettare che sia il proprio reparto IT ad abilitare la funzione, dato che, come confermato dalle prime informazioni sul rilascio, gli amministratori dei workspace Enterprise dovranno attivare esplicitamente l'uso di Astra prima che i dipendenti possano sfruttarlo.
Non resta che aspettare i prossimi giorni per vedere come si comporta Astra nell'uso reale, lontano dai benchmark e dai comunicati stampa: sarà lì che si capirà davvero se questo "salto generazionale" cambierà per davvero il modo in cui usiamo l'intelligenza artificiale ogni giorno.

