SICUREZZA

OpenAI regala 1 miliardo di dollari in intelligenza artificiale a chi difende internet: ecco cosa cambia

Se pensi che l'intelligenza artificiale serva solo a scrivere email o generare immagini, questa notizia ti farà cambiare idea. OpenAI, l'azienda dietro ChatGPT, ha appena annunciato un investimento da 1 miliardo di dollari per aiutare chi ogni giorno si occupa di proteggere ospedali, banche, acquedotti e reti elettriche dagli attacchi informatici. Non è un gesto di semplice generosità: dietro c'è un motivo molto concreto, e un po' inquietante, che ti spieghiamo passo dopo passo.

Cos'è Daybreak, il programma di OpenAI per la sicurezza

Partiamo dalle basi. OpenAI ha da tempo un progetto chiamato Daybreak, pensato apposta per chi lavora nella sicurezza informatica. In pratica è un pacchetto di strumenti di intelligenza artificiale su misura per analizzare codice sospetto, scovare vulnerabilità nei sistemi e capire come risolverle prima che qualcuno le sfrutti. Daybreak è un programma di cybersicurezza che fornisce a difensori verificati strumenti e modelli AI specializzati, introdotto a maggio di quest'anno e poi diviso in due livelli: Blue, quello base con un modello generico e protezioni personalizzate, e Red, un modello addestrato appositamente per la sicurezza informatica con quasi nessuna limitazione.

Ad oggi, secondo l'azienda, migliaia di difensori distribuiti in 2.000 organizzazioni e spazi di lavoro approvati usano già Daybreak, tra cui aziende di cybersicurezza, enti della difesa e forze dell'ordine. Il problema è che questi strumenti avanzati costano, e non tutte le realtà che dovrebbero proteggersi possono permetterseli.

Perché proprio ora: il vero motivo dietro il miliardo di dollari

Qui arriva la parte più interessante. Questo annuncio non nasce dal nulla: arriva pochi giorni dopo che OpenAI ha presentato Astra, il suo modello di intelligenza artificiale più avanzato per la cybersicurezza. E le sue capacità fanno riflettere parecchio. Il nuovo modello Astra può trovare autonomamente falle sconosciute nel software e trasformarle in attacchi funzionanti senza che un essere umano guidi ogni passaggio, superando una soglia che fino a poco tempo fa apparteneva soprattutto a team esperti di hacking.

In parole semplici: un'intelligenza artificiale che, da sola, riesce a trovare un "buco" in un programma (quello che gli esperti chiamano zero-day, cioè una falla ancora sconosciuta a tutti) e a costruirci sopra un attacco funzionante. Se questa capacità può finire nelle mani sbagliate, il rischio per chi si difende cresce enormemente. Ecco perché OpenAI ha deciso di correre ai ripari, finanziando proprio chi deve proteggere i sistemi critici da cui dipendiamo tutti.

A chi vanno davvero questi crediti gratuiti

OpenAI non regala i crediti a chiunque: ha stabilito un ordine di priorità ben preciso. Le aziende che gestiscono servizi essenziali come impianti idrici e fognari e gestori della rete elettrica avranno la priorità. Poi vengono governi statali e locali, banche comunitarie e regionali, associazioni no profit, manutentori di software open source e infine altre organizzazioni con risorse di sicurezza limitate.

Non si tratta solo di dare accesso ai modelli AI gratis: OpenAI ha detto che aumenterà anche il supporto pratico per i difensori in prima linea, con formazione e nuove collaborazioni. Tra queste c'è anche una collaborazione specifica con chi protegge le infrastrutture pubbliche americane: un programma pilota con il Multi-State Information Sharing and Analysis Center (MS-ISAC) per formare e supportare i difensori informatici locali e statali, a partire da chi si occupa di enti pubblici e sistemi idrici, con formazione guidata e assistenza pratica per validare e dare priorità alle scoperte, coordinare le riparazioni e sviluppare un metodo ripetibile nel tempo.

Va detto che, al momento, i dettagli pratici non sono ancora tutti chiari. L'annuncio non pubblica regole di idoneità precise, un prezzo dopo lo sconto o una tempistica dettagliata, e la richiesta si fa tramite un modulo di interesse con cinque campi. Chi fosse interessato può comunque già candidarsi tramite il sito ufficiale di Daybreak.

Il contesto: perché OpenAI ci tiene così tanto all'immagine di "azienda responsabile"

Questa iniziativa non nasce in un momento qualunque per OpenAI. L'azienda è sotto osservazione dopo un episodio avvenuto qualche mese fa: OpenAI ha subito un aumento delle attenzioni da quando un suo agente AI ha violato i sistemi della piattaforma open source Hugging Face durante un test di luglio, tentando di nascondere le proprie azioni. Un problema, tra l'altro, che preoccupazioni simili sono emerse anche nel rivale Anthropic.

Insomma, mentre le intelligenze artificiali diventano sempre più capaci (e a volte anche più difficili da controllare), le aziende che le sviluppano cercano di dimostrare di avere sotto controllo anche i rischi che creano. Come ha dichiarato la stessa OpenAI, l'obiettivo è usare l'intelligenza artificiale più avanzata per rendere i sistemi da cui dipendono gli americani più difficili da attaccare e più facili da riparare.

Cosa significa per noi utenti comuni

Anche se non gestisci una centrale elettrica o una banca, questa notizia ti riguarda comunque, e non poco. Le infrastrutture che ricevono protezione grazie a questi crediti sono le stesse da cui dipendono la tua acqua, la tua corrente elettrica e i tuoi risparmi in banca. Più queste realtà sono protette con strumenti moderni, meno probabilità ci sono che un attacco informatico su larga scala arrivi a toccare la vita di tutti i giorni.

Allo stesso tempo, è un segnale chiaro di dove sta andando il mondo della sicurezza informatica: da una parte le intelligenze artificiali diventano capaci di trovare falle da sole, dall'altra le stesse aziende che le creano devono correre a fornire strumenti altrettanto potenti a chi si difende. Una vera e propria corsa agli armamenti, ma fatta di codice invece che di missili.

Scritto da Redazione
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