Bonus fiscali dimenticati: 16 detrazioni e deduzioni del 730 che quasi nessuno chiede

Ogni anno milioni di italiani compilano il 730 e lasciano sul tavolo soldi che lo Stato restituirebbe volentieri. Non per pigrizia: semplicemente non sanno che certe spese si possono scaricare. In un video molto condiviso su Facebook, l'avvocato Angelo Greco (La Legge per Tutti) ha passato in rassegna le detrazioni e deduzioni fiscali che quasi nessuno chiede, citando un'analisi del Sole 24 Ore sulle dichiarazioni dei redditi. Qui le trovi tutte, una per una, con gli importi aggiornati alle regole del 730/2026 (alcune cifre del video, infatti, sono cambiate nel tempo).
Quanti bonus fiscali restano inutilizzati
I numeri citati nel video fanno impressione:
- su 81 agevolazioni fiscali previste dalla legge, ben 60 vengono usate da meno dell'1% dei contribuenti;
- solo 1 contribuente su 50.000 porta in detrazione i canoni di leasing per l'abitazione principale, anche se molti di più ne avrebbero diritto;
- pochissimi conoscono voci come l'acquisto e il mantenimento del cane guida per i non vedenti, alcune spese legate alla casa e ai finanziamenti bancari, o le borse di studio assegnate da Regioni e Province autonome.
Prima di vedere l'elenco, però, serve chiarire due parole che si confondono sempre.
Detrazioni e deduzioni: la differenza in parole semplici
Detrazione: si toglie dalle tasse
Prima calcoli il reddito dell'anno, poi applichi l'aliquota IRPEF e ottieni le tasse dovute. La detrazione si sottrae da quelle tasse, cioè alla fine del calcolo.
Esempio con le spese mediche (detrazione del 19%):
- Tasse dovute nell'anno: 1.000 euro.
- Spese mediche sostenute: 600 euro.
- Togli la franchigia di legge di 129,11 euro: 600 − 129,11 = 470,89 euro.
- Calcoli il 19% di 470,89: 89,47 euro.
- Tasse finali: 1.000 − 89,47 = 910,53 euro.
Deduzione: si toglie dal reddito
La deduzione invece si sottrae dal reddito, prima di calcolare l'IRPEF. Esempio: hai un reddito di 10.000 euro e deduzioni per 2.000 euro, quindi le tasse si calcolano su 8.000 euro. Il vantaggio dipende dalla tua aliquota e, se il reddito scende sotto una soglia, puoi finire in uno scaglione IRPEF più basso.
Le detrazioni per la casa che pochi usano
La casa è il capitolo più ricco: mutuo, affitto, ristrutturazioni e recupero edilizio. Ma ci sono voci meno note.
1. Affitto degli studenti universitari fuori sede
Secondo i dati citati nel video, solo 611 contribuenti su 100.000 la usano. È una detrazione del 19% su un massimo di 2.633 euro l'anno di canone: si recuperano fino a circa 500 euro, in pratica quasi un mese d'affitto gratis.
- Vale per gli studenti universitari, ma anche per chi frequenta un istituto tecnico superiore (ITS) o il conservatorio.
- L'università deve trovarsi ad almeno 100 km dal Comune di residenza e in una provincia diversa.
- Non spetta per l'affitto di chi frequenta corsi post-laurea come master, dottorati o corsi di specializzazione, in Italia o all'estero.
- Può chiederla anche il genitore, se lo studente è fiscalmente a suo carico. Il pagamento deve essere tracciabile.
2. Interessi del mutuo per costruire la prima casa
La usa meno dell'1% dei contribuenti. Spetta il 19% sugli interessi passivi del mutuo ipotecario preso per costruire (non comprare) l'abitazione principale, su un massimo di 2.582,28 euro l'anno. Contano solo gli interessi relativi alla parte di mutuo effettivamente usata ogni anno per la costruzione.
3. Agenzia immobiliare per l'acquisto della prima casa
La provvigione pagata all'agenzia quando compri casa si scarica nel 730, ma pochi lo sanno:
- detrazione del 19% su un massimo di 1.000 euro;
- vale anche per l'acquisto di altri diritti reali, come l'usufrutto, purché l'immobile diventi abitazione principale;
- spetta solo a chi compra, non a chi vende;
- pagamento con mezzi tracciabili e importo indicato nel rogito notarile;
- spetta per intero fino a 120.000 euro di reddito, poi si riduce fino ad azzerarsi a 240.000 euro (regola generale delle detrazioni al 19%).
4. Affitto dei giovani under 31
Da non confondere con quella degli studenti fuori sede. È pensata per i ragazzi che vanno a vivere in affitto in una casa diversa da quella dei genitori, adibita ad abitazione principale. Il video parla di giovani tra 20 e 30 anni: le regole oggi in vigore sono queste.
- Età tra 20 e 31 anni non compiuti alla firma del contratto.
- Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro.
- Detrazione pari al 20% del canone, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro l'anno, per i primi 4 anni di contratto.
- Coppie con contratto cointestato: come spiega il video, se uno dei due ha l'età giusta e l'altro no, la detrazione spetta comunque a chi ha i requisiti, per la sua quota.
5. Leasing per l'abitazione principale
È la detrazione più ignorata dell'elenco (1 contribuente su 50.000). Chi ha comprato la prima casa in leasing invece che con un mutuo può detrarre il 19%:
- under 35: canoni fino a 8.000 euro l'anno e prezzo di riscatto fino a 20.000 euro;
- 35 anni o più: canoni fino a 4.000 euro e riscatto fino a 10.000 euro;
- reddito non superiore a 55.000 euro alla stipula e nessun'altra casa di proprietà.
Attenzione: nel video si dice che questa detrazione può arrivare al 50%, ma la percentuale prevista dalla legge è il 19%. Inoltre vale per i contratti stipulati tra il 2016 e il 2020: chi ne ha uno in corso continua a detrarre.
Le detrazioni per la salute e la disabilità
6. Spese sanitarie per persone con disabilità
Solo 261 contribuenti su 100.000 le indicano nel 730. Con la detrazione del 19% sull'intero importo (senza la franchigia di 129,11 euro prevista per le spese mediche normali) rientrano, tra le altre:
- le spese sanitarie specialistiche, come analisi e interventi chirurgici;
- il trasporto in ambulanza, anche se fatto da una onlus;
- l'acquisto di poltrone per disabili e di apparecchi per fratture, ernie o difetti della colonna vertebrale;
- le rampe per eliminare le barriere architettoniche, l'adattamento dell'ascensore per la carrozzina e la pedana di sollevamento in casa;
- computer, modem, fax e telefoni vivavoce o per sordomuti, oltre ai costi di abbonamento al servizio di soccorso rapido telefonico;
- i costi per i servizi di interpretariato per le persone sorde.
La detrazione può chiederla anche il familiare, se la persona con disabilità è fiscalmente a suo carico.
7. Cane guida per i non vedenti
Due agevolazioni distinte e cumulabili:
- acquisto: detrazione del 19% sull'intero costo, per un solo cane ogni 4 anni (si può dividere in 4 rate annuali);
- mantenimento: detrazione forfettaria, senza scontrini, che spetta al solo non vedente. Era di 1.000 euro ed è stata alzata dalla Legge di Bilancio 2025: chiedi al CAF l'importo esatto per il tuo anno.
Le altre deduzioni e detrazioni dimenticate
8. Badanti e addetti all'assistenza
Per chi assiste una persona non autosufficiente (con certificato medico) spetta il 19% su un massimo di 2.100 euro l'anno, cioè fino a 399 euro. Il pagamento deve essere tracciabile, niente contanti, e il reddito di chi detrae non deve superare 40.000 euro. In più, i contributi INPS versati per colf e badanti si deducono dal reddito fino a 1.549,37 euro.
9. Assicurazione INAIL delle casalinghe
Anche le casalinghe vanno assicurate contro gli infortuni domestici: il premio versato all'INAIL è un onere deducibile.
10. Assegno di mantenimento all'ex coniuge
L'assegno periodico versato all'ex coniuge stabilito dal giudice è deducibile. Non lo è invece la parte destinata al mantenimento dei figli.
11. Asilo nido
Le rette dell'asilo nido danno diritto al 19% su un massimo di 632 euro per figlio.
12. Donazioni a enti particolari
Sono deducibili le erogazioni liberali a istituti religiosi, alla Biennale di Venezia, all'ospedale Galliera di Genova per il Registro nazionale dei donatori di midollo osseo, alle ONG che operano nei Paesi in via di sviluppo, a università ed enti di ricerca.
13. Donazioni ai partiti politici
Detrazione del 26% per importi tra 30 e 30.000 euro l'anno, versati con mezzi tracciabili.
14. Donazioni allo spettacolo e alla musica
Sono agevolate anche le erogazioni liberali a enti dello spettacolo e a fondazioni del settore musicale.
15. Riscatto della laurea di un familiare
Se paghi i contributi per il riscatto della laurea di un figlio o del coniuge fiscalmente a carico, puoi detrarre il 19% di quanto versato.
16. Borse di studio di Regioni e Province autonome
Tra le voci meno note il video ricorda anche quelle legate alle borse di studio erogate da Regioni e Province autonome: sono indicate in una sezione apposita del 730 e conviene verificarle con il CAF.
Novità 2026: il limite per i redditi sopra 75.000 euro
Una regola che nel video non c'è, perché è recente: dal 730/2026, chi ha un reddito complessivo sopra i 75.000 euro ha un tetto massimo alle spese detraibili, calcolato in base al numero di figli a carico (il cosiddetto quoziente familiare). Il tetto base è di 14.000 euro tra 75.000 e 100.000 euro di reddito e di 8.000 euro oltre i 100.000, ridotto per chi non ha figli. Le spese sanitarie restano escluse dal tetto. Sotto i 75.000 euro non cambia nulla.
Come non perderle
- Conserva le ricevute e paga sempre con bonifico, carta o bancomat: per quasi tutte le detrazioni al 19% il contante fa perdere il diritto (fanno eccezione farmaci e visite in strutture pubbliche o convenzionate).
- Controlla il 730 precompilato: molte di queste voci non ci sono, devi aggiungerle tu nel quadro E.
- Nel dubbio chiedi a un CAF o a un commercialista: gli importi cambiano spesso e alcune agevolazioni hanno requisiti di reddito.
Come dice Angelo Greco nel video, la legge non ammette ignoranza: ma almeno adesso sai quali soldi puoi farti restituire.

