SICUREZZA

Chat con l'IA finite su Google (di nuovo): come scoprire se le tue conversazioni sono pubbliche e proteggerle

Se usi Claude, l'assistente IA di Anthropic, e ogni tanto condividi una conversazione con amici o colleghi tramite link, questa notizia ti riguarda da vicino. Per la seconda volta in pochi mesi, centinaia di chat che gli utenti pensavano fossero private sono finite nei risultati di ricerca di Google e Bing, consultabili da chiunque con una semplice query.

Cosa è successo (di nuovo)

Tutto è iniziato con una segnalazione su Reddit: alcuni utenti si sono accorti che bastava digitare su Google una ricerca mirata per trovare decine di conversazioni avute con Claude, comprese app, documenti e fogli di calcolo creati con l'IA. Durante il fine settimana, gli utenti su Reddit e X hanno iniziato a segnalare che potevano usare Google Search per trovare conversazioni di Claude, insieme ad app, documenti, fogli di calcolo e altri file creati con Claude. Alcuni utenti hanno affermato di essere riusciti a trovare le informazioni anche su Bing e Brave.

La cosa più preoccupante è che non si tratta di un episodio isolato: non è la prima volta che Claude di Anthropic fa trapelare dati relativi alle chat su Google Search, e in passato episodi simili hanno riguardato anche OpenAI e xAI. Fortunatamente, questa volta il problema sembra essere stato risolto in fretta: il problema, che ha riguardato anche la funzione "Artifacts" di Claude, è stato risolto e i link non compaiono più nei risultati di ricerca di Google.

Perché succede: il problema del tag "noindex"

La causa tecnica è sempre la stessa e vale la pena capirla, perché può ripetersi con qualsiasi servizio online che permette di condividere contenuti tramite link pubblico. Quando condividi una chat con Claude, il sistema genera un indirizzo nel formato claude.ai/share/... che chiunque può aprire. Il problema è che alcuni di questi link sono stati indicizzati dai motori di ricerca, nonostante Anthropic indichi ai crawler - tramite il file robots.txt - di non accedere alle conversazioni condivise.

Il punto è che il file robots.txt da solo non basta a impedire l'indicizzazione: Bing, che mostra ancora centinaia di risultati per "site:claude.ai/share", spiega che il robots.txt non basta, serve anche un tag "noindex" nelle singole pagine, mentre Google afferma di ignorare il robots.txt se la pagina è collegata altrove e non contiene un tag "noindex". In pratica, se qualcuno pubblica il link della tua chat su un forum o su un social, Google può decidere comunque di indicizzarlo.

Cosa rischi davvero se condividi una chat con l'IA

Non parliamo solo di imbarazzo. Nella precedente ondata di esposizioni, tra i contenuti finiti online c'erano informazioni decisamente sensibili: dati clinici, documenti aziendali interni, curriculum, chiavi API, informazioni sanitarie, numeri di telefono di minori e persino un report di sperimentazione clinica con nomi, età ed etnia dei pazienti. Anche i contenuti apparentemente innocui, come promemoria di riunioni o idee per una campagna marketing, possono rivelare dettagli aziendali riservati a chiunque sappia cosa cercare su Google.

Passo 1: controlla se qualche tua chat è finita su Google

La prima cosa da fare è un controllo rapido e gratuito. Apri Google e digita nella barra di ricerca site:claude.ai/share seguito da una parola chiave che ricordi di aver usato in una chat condivisa, oppure semplicemente il tuo nome o quello della tua azienda. Se non trovi nulla con il tuo nome, prova anche con frasi specifiche che potresti aver scritto. Ricorda che il problema ha riguardato anche gli "Artefatti", cioè le mini-app create con Claude, quindi vale la pena controllare anche quelle.

Cerca le tue chat condivise
Cerca le tue chat condivise

Passo 2: rendi private le chat che hai condiviso in passato

Se trovi una tua conversazione, o anche solo per prudenza, apri l'app o il sito di Claude, vai nella cronologia delle chat condivise e revoca la condivisione o imposta di nuovo la chat come privata. Lo stesso vale per qualunque altro assistente IA che usi abitualmente: ChatGPT, Gemini e Copilot offrono tutti una funzione simile, e vale la pena controllare periodicamente quali conversazioni hai reso pubbliche nel tempo, magari senza nemmeno ricordartelo.

Rendi privata la condivisione
Rendi privata la condivisione

Passo 3: chiedi la rimozione dai risultati di ricerca

Se una tua chat compare ancora su Google nonostante tu l'abbia resa privata, puoi usare lo strumento di rimozione URL dalla Search Console di Google (serve un account Google, gratuito) per chiedere la cancellazione immediata del link dai risultati di ricerca. È una misura tampone, utile mentre il servizio sistema il problema alla radice con il tag "noindex" corretto.

Chiedi la rimozione da Google
Chiedi la rimozione da Google

Passo 4: non fermarti a Google

Un errore comune è controllare solo Google e dimenticarsi che esistono altri motori di ricerca. Come abbiamo visto, anche Bing e Brave hanno mostrato gli stessi link, quindi ripeti la stessa ricerca con "site:claude.ai/share" anche su questi motori prima di stare tranquillo.

Controlla anche Bing e altri motori
Controlla anche Bing e altri motori

La regola d'oro: condividi solo quello che diresti in pubblico

Al di là delle responsabilità tecniche di Anthropic (che nel frattempo ha corretto il problema), la lezione più utile per chi usa ogni giorno un'intelligenza artificiale è semplice: un link "condiviso" non equivale mai a un link davvero privato. Prima di generare un link di condivisione da una chat, chiediti sempre se quel contenuto potrebbe finire sott'occhio di chiunque, perché prima o poi, come abbiamo visto, può succedere davvero.

Scritto da Redazione
Testiamo strumenti e tecnologie prima di scriverne, per raccontare solo ciò che funziona davvero.