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Truffa del finto rimborso e del finto versamento: la guida per riconoscere le nuove truffe online e non cascarci

Se in questi giorni hai ricevuto un SMS o una email che parla di un rimborso da incassare, fermati un attimo prima di cliccare. Non sei l'unico: in queste settimane sta circolando in Italia una nuova ondata di truffe online particolarmente ben fatte, capaci di ingannare anche chi si crede più attento. Vediamo insieme come funzionano, come riconoscerle e cosa fare se ti capitano.

Cosa sta succedendo: i numeri del fenomeno

Partiamo dai dati, perché aiutano a capire quanto il problema sia concreto e attuale. Secondo l'ultimo monitoraggio del CERT-AGID, nella settimana dal 12 al 18 settembre 2026 sono state analizzate 191 campagne malevole, delle quali 158 rivolte specificamente a obiettivi italiani. Tra queste, CERT-AGID ha registrato 46 campagne italiane basate sul tema del rimborso, prevalentemente costruite sfruttando il nome dell'Agenzia delle Entrate.

Non è un caso isolato: nel primo semestre del 2026 l'Italia è al sesto posto nel mondo e al quarto in Europa per numero di indirizzi e-mail compromessi e diffusi sul dark web, dietro solo a Stati Uniti, Russia e Germania. Un bacino enorme di dati che, come spiegano gli esperti, rappresenta una risorsa preziosa per i cybercriminali e li aiuta a rendere più efficaci truffe, tentativi di phishing e furti di identità.

A rendere le cose più difficili c'è anche l'intelligenza artificiale, che i truffatori usano ormai da tempo: i criminali usano modelli AI per generare email in italiano impeccabile, senza gli errori grammaticali che un tempo li tradivano, comprano domini che somigliano agli originali e riproducono loghi pixel-perfect. Il risultato è che oggi distinguere un messaggio vero da uno falso è molto più difficile che in passato.

La truffa del "finto rimborso" IRPEF: come funziona

La truffa più diffusa in questo momento riguarda proprio un finto rimborso fiscale. L'Agenzia delle Entrate, con l'avviso del 21 settembre 2026, ha messo in guardia i contribuenti sulla diffusione di una nuova campagna di smishing (phishing tramite SMS) che utilizza in modo fraudolento il nome dell'Amministrazione finanziaria.

Non è la prima volta che succede: già qualche giorno prima, un avviso del 16 settembre 2026 segnalava diverse campagne di phishing e smishing che utilizzano indebitamente il nome dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione con l'obiettivo di indurre i cittadini a fornire dati personali e informazioni finanziarie, con il pretesto della presunta erogazione di un rimborso IRPEF. Un esempio concreto è il falso "Bonus Vacanze" individuato il 16 settembre, con un sito che riproduce la grafica dell'Agenzia delle Entrate e accompagna l'utente attraverso una procedura articolata per rendere la truffa più credibile.

Il meccanismo è sempre lo stesso: i messaggi contengono collegamenti a siti web fraudolenti che riproducono la grafica e i loghi ufficiali delle Agenzie, e in una prima fase chiedono all'utente di inserire il proprio codice fiscale e ulteriori informazioni personali, quali nome, cognome e data di nascita. Da lì in poi, il sito finto può chiedere anche dati bancari o credenziali di accesso.

la pagina ufficiale di avviso dell'Agenzia Entrate
la pagina ufficiale di avviso dell'Agenzia Entrate

La nuova truffa del "finto versamento" per chi vende online

C'è poi una truffa più recente e ancora poco conosciuta, che prende di mira soprattutto chi vende oggetti usati su piattaforme online. Si chiama "truffa del finto versamento" e funziona così: la vittima sceglie di vendere un oggetto online tramite le comuni piattaforme di compravendita, e il truffatore finge di acquistare l'oggetto convincendo il venditore dell'esistenza di una nuova procedura che, tramite ATM, consente di ricevere immediatamente il denaro sul proprio conto corrente.

Il problema è che con tale procedura il denaro, anziché essere versato sul conto del venditore, viene in realtà prelevato al venditore e accreditato sul conto o carta prepagata del truffatore. In pratica, invece di ricevere i soldi, la vittima finisce per svuotare il proprio conto senza accorgersene, convinta di stare completando un pagamento in entrata.

I numeri complessivi del fenomeno truffe sono impressionanti: sono 1,8 milioni gli italiani vittime di truffa, o di un tentativo di frode, per un danno stimato di 1,1 miliardi di euro. Guardando ai canali usati, nel 36% dei casi il tentativo di frode passa attraverso false email, mentre nel 34,4% tramite SMS, nel 28,8% dei casi tramite telefonata e nel 16% tramite siti web contraffatti.

Come riconoscere un messaggio truffa: i segnali d'allarme

La buona notizia è che, con un po' di attenzione, quasi tutte queste truffe si possono smascherare prima di caderci. Ecco i segnali a cui fare caso.

  • L'urgenza artificiale. Il primo segnale d'allarme è l'urgenza artificiale: frasi come "agisci immediatamente", "il tuo conto sarà sospeso" o "conferma i dati entro 24 ore" hanno lo scopo di ridurre il tuo tempo di valutazione.
  • L'indirizzo del mittente. Un secondo segnale è l'indirizzo email del mittente: clicca sulla mail e verifica l'indirizzo reale, non solo il nome visualizzato. Spesso dietro un nome familiare si nasconde un dominio completamente diverso da quello ufficiale.
  • La richiesta di dati sensibili. Nessun ente pubblico o banca ti chiederà mai codice fiscale, password o codici OTP tramite un link ricevuto via SMS o email.
  • Procedure "nuove" per ricevere soldi. Se qualcuno ti propone una procedura insolita per "velocizzare" un pagamento in tuo favore (come nella truffa del finto versamento), è quasi sempre un campanello d'allarme.
Controlla il mittente del messaggio
Controlla il mittente del messaggio

Cosa fare se hai ricevuto un messaggio sospetto

Se ti arriva un SMS o una email che sembra sospetta, segui questi passaggi semplici, senza farti prendere dal panico.

  • Non cliccare sui link contenuti nel messaggio, nemmeno per curiosità.
  • Non inserire mai codice fiscale, dati bancari o password in pagine raggiunte da un link ricevuto via SMS o email.
  • Verifica direttamente sul sito ufficiale dell'ente citato, digitando l'indirizzo a mano nel browser invece di seguire il link.
  • Segnala il messaggio come phishing usando le funzioni del tuo client di posta o del tuo operatore telefonico, così i filtri automatici impareranno a bloccarlo per tempo.
Segnala il messaggio come phishing
Segnala il messaggio come phishing

In caso di dubbio, l'Agenzia delle Entrate stessa consiglia di fare una verifica preliminare: in caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione ricevuta dall'Agenzia, il consiglio è di effettuare una verifica preliminare consultando la pagina "Focus sul phishing" del portale istituzionale, oppure rivolgendosi ai contatti reperibili sul portale.

Come proteggerti in futuro

Oltre a imparare a riconoscere i segnali d'allarme, ci sono un paio di accorgimenti che riducono di molto il rischio di cadere in queste trappole.

Il primo è attivare, dove possibile, la verifica in due passaggi (chiamata anche autenticazione a due fattori) su email, home banking e app di messaggistica: anche se un truffatore riuscisse a rubarti la password, senza il secondo codice non potrebbe comunque accedere al tuo account.

Attiva la verifica in due passaggi
Attiva la verifica in due passaggi

Il secondo è la formazione, sia in famiglia che sul lavoro: educare i dipendenti (e i familiari) su come riconoscere phishing e social engineering rimane la difesa più efficace contro questo tipo di attacchi. Vale soprattutto per le fasce d'età più esposte: tra gli utenti privati italiani avvisati dai servizi di protezione, le fasce d'età maggiormente interessate sono 51-60 anni, 41-50 anni e over 60.

Infine, un consiglio pratico che vale sempre: se ricevi un messaggio che promette soldi facili, un rimborso improvviso o una procedura "speciale" per velocizzare un pagamento, prenditi trenta secondi in più prima di agire. Quei trenta secondi, quasi sempre, bastano per capire che qualcosa non torna.

Scritto da Redazione
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