MacBook Pro con schermo touch: arriva il primo Mac che si tocca, ecco quanto costa e a chi serve davvero

Per quindici anni Apple ha detto "no". Niente touch sui Mac, mai. Poi, il 28 ottobre, l'azienda di Cupertino ha cambiato idea e ha presentato il primo MacBook Pro della storia con uno schermo che si può toccare. Se te lo sei perso, niente paura: in questo articolo ti spiego in parole semplici cosa cambia davvero, quanto costa e se conviene aspettarlo o accontentarsi del "vecchio" MacBook Pro.
Cos'è il nuovo MacBook Pro con schermo touch
Il nuovo portatile si chiama ufficialmente "MacBook Pro con display PROLED XDR" e porta due grandi novità insieme: è il primo Mac della storia con schermo OLED e, soprattutto, è il primo che puoi toccare con le dita come fai da anni con iPhone e iPad. Apple ha presentato un nuovo MacBook Pro di fascia alta, disponibile in formato da 14 e 16 pollici, con un display PROLED XDR che supporta i gesti touch e un logo Apple posteriore che si illumina.
La cosa interessante è che il touch non sostituisce tastiera e trackpad, ma si aggiunge: ora puoi toccare lo schermo oltre a digitare sulla tastiera e usare il trackpad integrato, perché il touch è un'aggiunta ai metodi di input tradizionali e non li sostituisce. In pratica puoi continuare a lavorare come hai sempre fatto, ma quando ti serve puoi anche scorrere, zoomare o toccare direttamente un'icona sullo schermo.
Caratteristiche tecniche: cosa cambia davvero
Il pannello PROLED XDR non è un semplice OLED, ma una tecnologia "tandem" che sovrappone due strati di pixel per ottenere colori più profondi. Si tratta di un display tandem OLED che produce neri più profondi, più contrasto e colori migliori, con una luminosità di 1.000 nit sostenuti a schermo pieno e 2.000 nit di picco per i contenuti HDR. Per capirci: è lo stesso tipo di salto qualitativo che hai visto passando da un vecchio televisore LCD a uno OLED di ultima generazione.
Il sensore touch, poi, non è semplicemente appoggiato sopra lo schermo come in molti PC Windows: il sensore touch è integrato direttamente nel display, riducendo così la latenza per dare la sensazione di toccare davvero i contenuti sullo schermo. Apple lo ha pensato soprattutto per i professionisti: chi si occupa di grafica può usare l'intero display come una tela, i musicisti possono suonare gli strumenti software direttamente sullo schermo e gli sviluppatori possono testare le app per iOS e iPadOS direttamente sul display.
Anche l'hardware interno è stato aggiornato. Il dispositivo è alimentato a scelta dai chip M5 Pro e M5 Max, con fino a 128 GB di memoria unificata e fino a 16 TB di storage. Il chip più potente, l'M5 Max, è pensato anche per far girare modelli di intelligenza artificiale direttamente sul computer, senza passare da internet, così da tutelare la privacy di chi lavora con dati sensibili.
Non manca anche un occhio al design: la cerniera è stata riprogettata per garantire una maggiore stabilità quando si usa il touch, in modo che lo schermo non "balli" quando lo tocchi con le dita, cosa che su molti notebook Windows touchscreen è sempre stato un problema.
Quanto costa e quando arriva
Qui arriva la parte meno piacevole della notizia. Il prezzo base parte da 2.899 dollari per il modello da 14 pollici e 3.399 dollari per quello da 16 pollici, ovvero 400 dollari in più rispetto ai modelli equivalenti senza OLED. E se vuoi il chip più potente la cifra sale parecchio: si parte da 2.899 dollari con 24 GB di RAM e 1 TB di spazio, fino ad arrivare a 7.099 dollari nella configurazione completa.
In Italia, come sempre, i prezzi sono ancora più alti: secondo le prime stime circolate sul sito iSpazio, la configurazione massima nel nostro Paese sfiorerebbe i 16.000 euro. Il nuovo MacBook Pro touch è già ordinabile sul sito Apple e le prenotazioni sono aperte da subito, con spedizioni a partire dal 6 novembre.
Una curiosità: questo nuovo modello non sostituisce il MacBook Pro "classico". Comprare un MacBook Pro oggi significa scegliere tra due macchine piuttosto diverse, perché Apple ha introdotto il modello con display PROLED XDR un giorno dopo aver aggiornato il MacBook Pro standard con un nuovo chip. Chi non ha bisogno del touch e dell'OLED può quindi continuare a comprare il modello tradizionale, più economico.
Perché Apple ha aspettato così tanto
Per capire quanto sia una svolta, basta ricordare la storia recente di Apple. Il lancio arriva quasi dieci anni dopo il primo tentativo dell'azienda di integrare il touch nei suoi portatili, con la Touch Bar sul MacBook Pro, una funzione che poi è stata rimossa. Per anni i dirigenti Apple hanno ripetuto che un Mac con schermo touch "non avrebbe senso", perché macOS non è pensato per le dita come iOS. Qualcosa, evidentemente, è cambiato: probabilmente la pressione della concorrenza (pensa ai tanti notebook Windows e Chromebook già touch da anni) e la voglia di avvicinare sempre di più il mondo Mac a quello di iPad.
Vale la pena comprarlo?
Se lavori ogni giorno con grafica 3D, montaggio video professionale o produzione musicale, il nuovo schermo OLED touch potrebbe davvero cambiarti il flusso di lavoro, oltre a offrirti una qualità d'immagine superiore a qualunque Mac precedente. Se invece usi il computer per scrivere email, navigare e guardare serie TV, probabilmente non vedrai mai la differenza che giustifichi una spesa così alta: in quel caso il MacBook Pro "normale", appena aggiornato con il nuovo chip, resta la scelta più sensata anche nel 2026.

